lunedì 2 giugno 2008

uhmm

qualcuno mi sa spiegare.. la differenza tra comprensione e dabbenaggine?
dannazione..

domenica 1 giugno 2008

Sabato pian piano se ne va....

Dunque, facciamo il punto della situazione
Ore 00.58 di domenica 1 giugno 2008. E così, anche il sabato è andato così.. ma il buon vecchio Ligabue aveva sicuramente altro da raccontare che non quanto possa fare io. Un sabato sera trascorso a casa, tv, la cosa più interessante che sono riuscita a vedere è stata Room 401..mmm…
Causa maltempo il mio paesello è completamente isolato dalla rete Vodafone, ciò vuol dire niente messaggi,niente internet, niente di niente.
Gli amici più cari sono tutti in giro, la Cla a Roma a finire di festeggiare il suo compleanno, chi è tornato al paesello natio da giorni ormai, chi ancora è partito per un week-end in montagna e non si fa sentire.. come se questo dovesse in qualche modo stupirmi..
Mi chiedo invece perché io sono qui. Cos’è che mi ha impedito stasera di prendere, farmi carina, fare un giro fuori, magari andare a ballare e svagare un po’ .
Non capisco perché ho questa stupida capacità di chiudermi in me stessa, non mettere il becco fuori di casa per giorni, starmene rintanata come una marmotta durante il letargo. Perché mai sono così maledettamente vincolata agli altri, da sentirmi così, senza forze, senza stimoli, un’ameba.. una grossa ameba. E le mie ore trascorrono nell’impazienza, nella noia, nel mangiare in maniera sconsiderata fuori pasto, sembro non trovare pace, dormire non mi va più, è come se ogni ora di sonno ristoratore si trasformasse ad un certo punto in un buco nero che assorbe ogni mia energia, ogni piccola scintilla di vitalità.
Non son mai stata così. Non sono più in grado di essere libera e indipendente? Non è forse questo ciò che volevo?
Essere libera, sì, di fare le mie scelte, di gestire la mia vita. Ma non sono capace nemmeno di gestire un sabato sera senza compagnia.. faccio proprio ridere
Il problema, la sacrosanta verità, è che io non sono capace di stare da sola. È come se mi mancasse una gamba, un braccio.. cerco disperatamente compagnia e la cosa buffa è che non sempre la compagnia è la migliore che si possa avere. Sono così fragile in questo periodo che mi attacco con disperazione a chiunque si affacci nella mia vita. Poi finisco sempre con il culo per terra.. faccio la dura e sono diffidente, poi basta lasciare uno spiraglio aperto ed è la fine.. le persone entrano, anzi direi che inspiegabilmente si lanciano fiondati nella mia vita, mi sconvolgono, mi fanno abbassare le difese, poi quando sono bell’e coinvolta, passo indietro.. e io rimango attonita, ogni dannata volta.. e mi chiedo perché, e dove ho sbagliato, e mi domando perché non capisco, faccio mente locale, analizzo, possibile che sia stato tutto frutto della mia immaginazione?
Eppure no, ci sono cose dette, cose scritte, ci sono fatti, è tutto vero, allora sarà che non sono più capace di interpretare gli avvenimenti..
Non posso però dare la colpa ad altri di questo sfacelo. Mi rendo conto che ognuno gioca le sue carte, secondo le proprie possibilità.
Mi sono giocata le mie con scarsa perizia. Tutto qui.
E allora basta, stop, non c’è null’altro da fare. Se non raccomandarsi di fare più attenzione la prossima volta, studiare meglio le facce e le espressioni dell’avversario, capirne il bluff, il rischio..
E adesso basta anche con il vittimismo, non sono una martire nemmeno io, ciò che ho avuto l’ho cercato tutto sommato, non posso avere biasimo per nessuno se non per me stessa.
Chissà che cerco, chissà che voglio.. provo a fare una panoramica..
Gaber diceva.. quando sarò capace di amare..
Quando saro' capace di amare
vorro' una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana
neanche col pensiero
ecco riassunto brevemente ciò che vorrei..
e ora invece ho il contrario.. persone che non ci sono, che a volte sono così presenti da avere voglia di scappare e chiudermi dietro ogni porta.. sono persone che un momento sono lì e un attimo dopo sono fantasmi, il mio pensiero non li sfiora nemmeno, sono lontani fisicamente e ciò che è peggio lo sono anche idealmente.. ma che tristezza..
ergo.. non sono capace d’amare. Non lo sono più.
Non mi innamoro, mi faccio coinvolgere dai sentimenti altrui, che sono come i miei, mutevoli, variabili, condizionati.
E c’è sempre qualcosa che si mette tra me e ciò che ho pensato di raggiungere.. i genitori, la distanza, l’insicurezza, la testa altrove persa in altri pensieri.. e sto abbandonando mano a mano l’idea di essere completamente presa da un sentimento pieno.. mi accontento di briciole che ogni tanto qualcuno lascia cadere dalle sue tasche..e fingo che questo mi basti.. ma con me dovrei essere sincera.. e dire no, Lu, non basta affatto.. il tempo è troppo poco per poter fingere che tutto va bene così com’è..