domenica 25 maggio 2008

Se solo mi amassi di più..

For hearing all my doubts so selectively and
For continuing my numbing love endlessly.
For helping you and myself: not even considering
For beating myself up and overfunctioning.

To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

For letting you decide if I indeed was desirable
For myself love being so embarassingly conditional.
And for denying myself to somehow make us compatible
and for trying to fit a rectangle into a ball.

And
To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else.
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.

For blaming myself for your unhappiness
and for my impatience when I was perfect where I was.
Ignoring all the signs that I was not ready,
and expecting myself to be where you wanted me to be.

To whom do I owe the first apology?
No one's been crueler than I've been to me.

And
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else.
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.

Well, I wonder which crime is the biggest ?
Forgetting you or forgetting myself...
Had I heeded the wisdom of the latter,
I would've naturally loved the former.

For ignoring you: my highest voices.
For smiling when my strife was all too obvious.
For being so disassociated from my body,
and for not letting go when it would've been the kindest thing.

To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

And
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else

domenica 18 maggio 2008

Kant e me.

Notte di gennaio. Il cielo è buio, l’ora è tarda. Miriadi di stelle ci guardano dall’alto, le galassie sono un occhio critico che osservano noi, due amici con la chitarra, una coperta, un paio di birre. Bella idea, questa di uscire, in balia del freddo che ti attanaglia le gambe. Naturalmente sono io che ti ho convinto.

Perché?

Perché voglio vedere il cielo; stanotte, dopo mesi di grigiore, sembra una fotografia, nitida, pulita.

Siamo qui, in silenzio, di fronte a questo quadro infinito. E poi tu, te ne esci con questa frase.. “Il cielo stellato sopra di me, dentro di me la legge morale”. ‘Carina’, dico, ‘dove l’hai letta?’

Tu mi rispondi che non l’hai letta da nessuna parte, che è un pensiero che hai espresso adesso, di getto, ti è nato dentro in questo momento.

‘Di fronte a questo spettacolo impressionante’ aggiungi.

Sei un maledetto filosofo, E., te l’ho sempre detto.

Tu ridi, mi guardi, e mi chiedi scusa.

‘ma piantala. Dimmi piuttosto cosa c’è dietro a questa rase così ermetica’

Tu ci rifletti ancora un po’, ti sdrai a terra e cominci a descrivermi cose che ho sempre avuto sotto agli occhi, che non ho mai avuto il tempo, o la lucidità, per notare.

Mi fai osservare le stelle, la loro vicinanza e, come un’incoerenza, la loro indeterminabile lontananza.

Stasera siamo fortunati, si vede la Via Lattea, una macchia azzurrognola rovesciata sul nero dello sfondo notturno. Tu cogli l’occasione e mi parli della perfezione dell’universo, di cui ora – noi – siamo la più insignificante delle parti.

I movimenti impercettibili dei pianeti, dei satelliti, l’immobilità delle stelle, il loro silenzio.

Tutto è stato costruito in un bellissimo ordine, è tutto perfetto, morbido, quasi musicale.

È tutto meraviglioso, hai ragione tu, ma non riesco a cogliere che tipo di legame esiste tra l’universo e..come l’hai chiamata? La legge morale?

Tu, paziente, cominci a dirmi che in ogni uomo c’è un microcosmo perfetto e ordinato, governato appunto dalla legge morale.

La nostra vita, dici, è protesa verso il bene, abbiamo dentro una molla, che ci spinge a fare sempre la cosa giusta.

Dentro di noi esiste un ordine immutabile, rivolto verso il bene nostro e della collettività.

‘probabilmente però, se lo facciamo, è perché abbiamo da una parte il timore, dall’altro la certezza, che dovremo rendere conto a qualcuno di ciò che facciamo, a Dio, per esempio”

Tu ribatti dicendo che non è per tutti così. Non tutti hanno un Dio a cui credere.

Delle nostre azioni, dobbiamo render conto prima di tutto a noi stessi . se facciamo qualcosa di male, soffriamo i sensi di colpa, non dormiamo la notte, nutriamo rancore nei nostri stessi confronti…

Secondo te c’è un qualcosa dentro di noi, dentro la nostra mente, che ci guida sempre nella giusta direzione. Proprio come nella nostra galassia, una forza inspiegabile e meravigliosa spinge i pianeti a ruotare intorno al loro sole.

Certo, quello che mi dici sembra non fare una grinza. Ma l’universo non è poi così perfetto e ordinato; né tantomeno lo è l’uomo.

Pensaci bene, prendiamo come esempio le stelle. Le stelle che, ad un certo punto della loro vita, degenerano e si consumano, fino a sfociare in un buco nero.

Un uomo può perdere la sua integrità. Può essere per un minuto, per un anno o per tutta la sua vita a venire, ma l’uomo non segue più la legge morale. E allora ruba, uccide, inganna il prossimo.

Vuoi un altro esempio.. e va bene.

Pensa a quante contraddizioni ci sono nel cielo. L’apparente vicinanza dei mondi, fuoco e ghiaccio che convivono nello stesso astro..

Le stesse contraddizioni esistono nell’uomo

Nell’animo umano coesistono due forze, il Bene, il Male; non sono mai esattamente scisse, a volta non si può capire a quale parte appartengono i nostri pensieri.

Un po’ di male nel bene, un po’ di bene nel male

Chi l’ha detto? Senza dubbio un altro come te.

Senza contare che a volte una forza prende sopravvento sull’altra.

È perfezione questa?

No, certo che no. Forse però, nell’Universo, una stella che muore, o una meteora che cade, non influenzano in modo percettibile la globalità.

Ma se nell’uomo si sgretola la morale, la coscienza del bene, avviene un cambiamento sensibile, non solo in esso, ma nella realtà che lo circonda.

L’uomo è ancora lontano dall’ordine interiore. Dalla sua perfezione. L’Universo, forse, un po’ meno.

Grazie E. un’altra notte non è trascorsa invano.

sabato 10 maggio 2008

Viva la mamma

Ebbene, eccoci giunti anche quest'anno alla Festa della Mamma, io come al solito non le ho comprato i fiori.. magari le preparerò i muffin..
ma vorrei parlarvi della mia.
Che dire di mamma Silvana..
Ebbene, se avete una mamma come la mia, sapete di che parlo..
cucina le lasagne appena avete deciso di mettervi seriamente a dieta;
ha provato i Fiori di Bach e voi avete il dubbio ancora oggi che esagerino con il componente alcolico;
ha fatto il corso di inglese e avete dovuto aiutarla a fare i compiti;
vi ha regalato il vostro primo vero orsetto di pelouche quando siete stati operati di tonsille;
si è buttata sul decoupage e quando meno ve l'aspettate la ritrovate in salotto con occhiali sulla punta del naso che sforna tegole decorate, quadretti a fiori, tra un poco metterà in lavorazione due vassoi per le nonne..
;

compra un paio di scarpe a settimana... e tutte vagamente bruttine..
ha l'armadio che straripa moooolto più del vostro, parte del vestiario stoccato nella casa al mare, eppure ogni tanto se ne arriva con una magliettina nuova..cariiinaaa...
vi ha proposto di leggere un libro di pseudo-psicologia per risolvere i vostri problemi esistenziali e con i vostri genitori...
un giorno vi ha detto "Se lasci il tuo fidanzato non vorrò vedere il prossimo fino al giorno del matrimonio"..e poi si è smentita, accogliendo a braccia aperte il nuovo venuto (forse pure troppo..);
ha preteso di sculacciarvi quando eravate già 20 cm più alti di lei;
è piccola e fragile e sembra vostra sorella..
dopo 20 anni di tinte e tagli piuttosto discutibili, ha deciso che i suoi ricci capelli nero corvino stavano benissimo con una striscia di bianco, e li ha fatti crescere..
naturalmente a voi tocca stirarglieli, impiegando tempo, unguenti e una bolletta astronomica per il phon, senza contare di un paio di spazzole rotte..
ha imparato a scrivere gli sms in tempo zero, e non disdegna il T9;
nonostante l'estate sia così breve, compra mille fiori per adornare la piccola aiuola davanti alla casa;
se avete dolori al fegato.. esclama acidamente ".. LA FRUTTA SECCA!";
dovete sgridarla se fa la pettegola;
non le dispiacerebbe poi così tanto se decideste casomai di andare a stare per conto vostro (seee.. lo dici adesso);
a fine estate la trovate tutti i pomeriggi alle prese con la stufa a legna nel suo laboratorio, in piedi su uno sgabello a rimestare - con un cucchiaione di legno cm. 90 - in un pentolone da cui per magia escono bottiglie di passata di pomodoro, conserve, marmellate, che poi trovate per tutta casa a "fare la febbre";
...
vi ama sempre, incondizionatamente, nonostante siate a volte pessimi figli, scortesi, maleducati, noncuranti, non collaborativi, disobbedienti, bugiardi.. non è che non lo sa.. è che chiude un occhio
Grazie ma'..