mercoledì 24 settembre 2008

Mio fratello, 27.09.1982


Mio fratello mi manca. mi manca tanto davvero. viviamo a un chilometro, e mi manca.

qualche sera fa è passato a trovarmi e mi ha fatto contenta. non avrei mai pensato che sarei stata contenta di vederlo. o forse sì, e mento smodatamente.

mi ha chiesto "allora sabato sei dei nostri?" intendendo sottintendere "sabato è il mio compleanno sorellina cara, ceniamo insieme?".

gli ho dovuto rispondere "no patatino (non dite che vi ho detto che l'ho chiamato patatino), ho il matrimonio sabato" e lui " e venerdì?" "ho la cena pensionamento venerdì" e lui "ma vaffanculo". eh sì, c'era da aspettarselo.

poi è andato via e mi è venuta nostalgia.

cioè mio fratello è un essere strano..

fino a che ho potuto dirgli con estremo sadismo e cattiveria che non era mio fratello, che l'avevano adottato, che nessuno gli voleva bene; fino a quando ho potuto trattenerlo dal cappuccio della giacca a vento prima che lasciasse casa a soli 6 anni, dicendo "di' a mamma e papà che gli voglio bene"; fino a quando tentavo di insegnargli "gemmea l'aria e il sole così chiaro.."mettendogliela in musica, eh beh, sono stata la sorella maggiore.

sono stata più forte, potevo prendermi cura di lui, potevo abbandonarlo, potevo minacciarlo.

poi accidenti è cresciuto, cresciuto più di me, e allora abbiamo iniziato a guardarci in cagnesco, ringhiarci contro, suonarcele dal mattino alla sera, per ogni cosa, per la luce accesa,per la televisione, per il prosciutto in frigo, per la felpa che non era di nessuno dei due,per chi prende la macchina, per chi ha distrutto la macchina..

ecco, quando è arrivato quel momento, mio malgrado ho dovuto ammettere che avevo io la peggio durante i nostri confronti, e che forse era il caso di battere in ritirata.

fortunatamente le rispettive tempeste ormonali si sono acquietate, io mi sono rasserenata, lui un po' meno a dire il vero, e un bel mattino mi sono sorpresa perchè nella stanza accanto alla mia ci abitava un uomo.

e a lieto fine, ci siamo ritrovati, fratello e sorella e non più nemici per la pelle.

è iniziata allora una nuova era, fatta di reciproche coperture davanti a mamma e papà, arrivando a negare l'evidenza, discussioni semiserie, qualche lacrimuccia, più che altro mie, e infiniti viaggi in macchina.

E adesso che io mi son fatta donnina di casa, che vivo per conto mio, mi manca un botto.

Cioè mi manca quel suo abbandonarsi disordinato sul divano, mi manca il suo saluto ruttesco, mi manca vederlo uscire dal bagno praticamente nudo davanti agli ospiti, mi mancano gli occhi a palla davanti all’x-box, mi manca il doverlo accompagnare in pronto soccorso alle 3 del mattino, mi manca doverlo accompagnare alla visita di leva alle 5 del mattino (e che cavolo ma ti devo sempre accompagnare io??), mi manca vederlo dormire con gli occhi aperti e la mano sul cuore simil-infarto, mi mancano anche i cazziatoni a gratis, mi manca che mi faccia piangere perché mi legge come un libro aperto, mi manca sentirmi dire “nessuno può far piangere quel grand’uomo di mia sorella” “al mattino non sei mai stata uno spettacolo, ma adesso esageri” “bello il paraurti in peluche, un po’ kitch, ma originale” “sei la mia sorella preferita” “ti amo non perché sei il mio super eroe preferito, ma semplicemente perché sei tu”

[..pausa lacrima..].

Eh sì che lo so che non vive in Australia, ma ho iniziato a scoprire mio fratello solo da qualche anno e mi sembrava ancora incompiuta quest’opera, e vederlo meno, non vederlo affatto a volte, nonostante sia a due passi, mi lascia un po’ destabilizzata..

E tra un po’ è il suo compleanno. Sabato, appunto. E al solito non so che regalargli. Ma lui è un tipo che si accontenta, forse per questo son sempre indecisa, si accontenta di tutto e mi mette in difficoltà, c’è differenza tra contento e accontentato.

E vorrei regalargli un po’ di tranquillità, tranquillo non mi sembra affatto anche se ci prova a far tutto facile.

Comunque, ne compie 26, io gli voglio bene e mi manca un sacco, l’ho già detto?

“Mio fratello, è tutto un paradosso..”

Buon compleanno Tato, o, a dirla con parole tue, Happy Buuuurp!day to you.

p.s. ti amo anche io fratellone, perché non solo sei il mio super eroe preferito, ma oltretutto sei anche mio fratello.

domenica 21 settembre 2008

Vita da Single.. esperienze

Se non hai una cucina a metano, la bombola di gas si esaurirà cinque minuti prima che tu riesca a finire di cuocere il tuo pranzo.. e senza preavviso. Fortunatamente le zucchine croccanti non sono poi così male.


Se hai due ore di tempo prima dell’appuntamento e credi per questo di potertela prendere comoda, sicuramente romperai a terra un’intera bottiglia d’olio, ti telefonerà quella cugina che non chiama mai con mesi da arretrati da raccontarti, oppure, semplicemente, dovrai dare la caccia a tre grilli che hanno preso possesso di casa tua. inutile dire che arriverai all’appuntamento in ritardo, incazzata, con lo smalto su una mano sola,e i capelli da asciugare (cervicale ringrazia)


Ti accorgerai troppo tardi che domenica a pranzo hai dimenticato di servire alle tue amiche quei formaggi grandiosi che vanno conservati a temperatura ambiente.. Te ne accorgerai martedì. Quando i pan di stelle saranno ormai territorio dei fermenti lattici vivi.



Per quanto tu possa essere oculata, fredda e calcolatrice, comprerai sempre una pesca, o un pomodoro, o una zucchina di troppo. Sempre. Fai la differenziata. A questo punto indifferentemente possono finire nell'umido oppure direttamente in compostiera.



La birra nel freezer NON la si può lasciare tutta la notte.



Quando la menta inizia a fare le radici nel bicchiere sul davanzale, è giunto il momento di decidere se usarla per una frittata, oppure di comprare un vaso più comodo dove possa crescere e rinvigorirsi.



Non pensare di lavare i vetri tra sabato e domenica. Tanto pioverà. Ah, e non pensare nemmeno di andare al mare.


Smontare i tubi della stufa, è un lavoro da uomini. Devi ammetterlo. e soprattutto, un lavoro da uomini che non soffrano di vertigini. e dire alla tua mamma e alla tua amica accorse in tuo aiuto "io una volta ho vomitato!", facendole ridere, mentre siete tutte e tre in bilico a un metro e mezza da terra, no, non aiuta affatto.

giovedì 18 settembre 2008

succhiotti e succhiotti



eheheh.. in pausa pranzo mi piace girovagare allegramente e senza meta sotto i portici di questa bellissima città, e a volte, sembra strano, mentre son lì che non penso a niente, mi viene bene di avere un'ispirazione..


ebbene, casalinghe disperate di tutto il mondo, unitevi con me nell'ammirazione per questa nuova meraviglia della tecnica, che sicuramente ci cambierà modo di cucinare, ma non solo, modo di vivere!

tadaaaan!!ecco a voi.. il succhiotto!!!
ebbene sì, anche io ho sempre pensato che il succhiotto fosse quel marchio di riconoscimento che a volte osiamo lasciare sui corpi indifesi dei nostri partners, come a voler significare al mondo femminile "questo pezzo d'uomo mi appartiene", e invece no, signore mie, il Succhiotto altro non è che questo affarino simpaticissimo di cui, a primo acchito, mi son detta "ma ke azz è sto coso?".
ebbene, ero ancora stolta e ignorante, ho dovuto soffermarmi un minuto in più a leggere le informazioni contenute nella confezione che - misericordiosamente - il negoziante ha voluto esporre in vetrina per liberarmi dall'oscurità che mi avvolgeva..
il Succhiotto altro non è che un fantastico accessorio da utilizzare in cucina, che vi permette, durante la cottura dei vostri piatti preferiti, di "pulire" la bocca da ogni fastidioso sapore condizionante, per poter assaggiare in maniera asettica e rigorosa il preparato, e poter affermare con assoluta sicurezza "sto sugo manca de sale".
ebbene sì. lo so, lo so, sono esperienze, bisogna viverle.
e quindi, prima di assaggiare i vostri manicaretti, non dimenticate di acquistare al modico prezzo di € 17.00 il grandioso succhiotto, toglierlo dal suo stick protettivo, e - letteralmente - succhiatelo per 30 secondi. la vostra lingua, il vostro alito, ve ne saranno grati. e anche il sugo insipido, naturalmente.

proporrei un nobel per l'invenzione più fantasiosa, e soprattutto, proporrei di non relegare l'allegro affarino al solo uso culinario, nooo, che spreco di energie e di sopraffina utilità.. portate il vostro succhiotto sempre con voi nelle vostre capacissime borsette; durante il vostro appuntamento galante, per esempio, non dimenticate di tirare fuori Succhiotto almeno 30 secondi prima di sedurre il vostro fortunato accompagnatore con un bacio appassionato.. non badate al sempre fortunato accompagnatore se storcerà il naso.. spiegategli anzi, che dopo, potrete gustare appieno, in maniera completa, senza coinvolgimenti emotivi, ma razionalmente, il sapore di tabacco da sigaretta appena smorzata e di quel po' di rucoletta che gli è rimasta tra i denti dopo la pizza.
il colpo di fulmine è assicurato.

venerdì 12 settembre 2008

Nubilato.. adieu

sono in fermento ormai da mesi, non ho più un attimo di tregua, e domani sera arriva il secondo addio al nubilato dell'anno..

chi lo vuole sconcio, chi discreto, chi divertente, chi rilassante, chi ballerino.. io invece mi sono chiesta spesso, ultimamente, cos'è che andiamo a festeggiare .. e quasi quasi sono arrivata a rispondermi..

fosse per me, beauty farm per un giorno solo, con le amiche più care, a farsi coccolare, a spettegolare.. perchè per me l'addio al nubilato è quello.. cioè..

difficilmente da sposata (e soprattutto con dei bambini cui badare) avrai la possibilità di passare una giornata proprio intera, per conto tuo, fuori di casa dal mattino alla sera, in compagnia delle tue amiche, non pensando alle faccende e abbandonando tutto.. mentre invece non è che da quando ti sposi non vai più a mangiare fuori o non vai più a berti una birra..

io penso questo

ciò che si vuole festeggiare, in fin dei conti, sono le abitudini da "signorina", quelle che ci hanno accompagnate per svariatissimi anni, le cose che ci possiamo "permettere" adesso, che possiamo pensare per noi stesse solamente, le cose a cui rinunciamo anche volentieri perchè entriamo in una dimensione di coppia vera e propria, di famiglia, e a cui rinunciamo volentieri anche perchè ormai hanno fatto il loro tempo, e dalla nostra condizione di donzelle nubili abbiamo preso tutto ciò che volevamo, e siamo state accontentate.

non vuol dire "da domani sono sposata e quindi questo è un taglio netto ai rapporti con le mie amiche"

è un "ragazze, ci sono sempre, non è che sparisco dalla circolazione, ma forse sarà più difficile, da domani, riuscire a trovarsi tutte noi insieme a fare le ragazzine, a commentare il sedere del barista, a bere un bicchiere di più, non impossibile, ma un po' più difficile, e allora stasera voglio godermi il momento con voi, assaporarlo fino in fondo, perchè sarà l'ultima volta che esco totalmente libera, libera di non sentire la responsabilità di una casa, un marito, dei figli che quasi mi sembra di aver abbandonato. stasera sono per l'ultima volta 100% egoista"


giovedì 4 settembre 2008

Incontro




E correndo mi incontrò lungo le scale: quasi nulla mi sembrò cambiato in lei.
La tristezza poi ci avvolse come miele, per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già, rosseggiava la città,
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda;
come un istante "déja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia.
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi.
Dieci anni da narrare l'uno all'altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi.
"Cosa fai ora, ti ricordi, eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto, è un anno, mi han detto che eri ancor via".
Poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia.
E le frasi quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi.
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste,
la mia America e la sua, diventate nella via la nostra città tanto triste.
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accese forse per noi lì,
ed infine in breve la sua situazione, uguale quasi a tanti nostri film:
come in un libro scritto male lui s'era ucciso per natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio.
Povera amica che narravi dieci anni in poche frasi, ed io i miei in un solo saluto.
E pensavo dondolato dal vagone: "Cara amica, il tempo prende e il tempo dà.
Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa.
Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno."

F.Guccini.