martedì 16 dicembre 2008

Mal di Sicilia, parte II

E ancora sogno la Sicilia.

e stavolta il ragazzo che mi aspetta , con il suo cappello di paglia e la barba da fare, mi ha un po' ingannata, ma lo scopro solo alla fine.

raccoglie pomodori, in apparenza, è un lavoro duro; ma tutto sommato deve esserci qualche strano progetto dietro. abita in una casa in costruzione, davvero un "open-space", ma tanto fa caldo, e ci sono tutte le comodità, mille stanze, ogni cosa al suo posto.

e scopro con immenso rammarico che il mio pigiama si è rimpicciolito in lavatrice e ha le misure di una bambina. ma la sorpresa maggiore deriva dal fatto che scopro, non mi è chiaro come, che il ragazzo dal cappello di paglia aspettava me per poter partire. un ostaggio in cambio di un altro. mette il suo borsone in spalla e mi dice "finalmente", mentre mi dà un bacio e infila uno stuzzicadente in bocca. e se ne va. non c'è nessuno che mi trattiene, nessuna porta chiusa, nessun uomo armato, nessuna minaccia; ma ho la consapevolezza che rimarrò lì, a fare la vita che prima faceva lui, finché non arriverà qualcun altro e prenderà il mio posto, così che io possa tornare alla mia.

domenica 14 dicembre 2008

E forse anche io

Io posso dire la mia sugli uomini
Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c'è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare
questa faccia che va bene già com'è
guardo in faccia il sole
fino a lacrimare
fino a che si vedrà
chi per primo abbassa gli occhi.

Le mie amiche sono amare
se si parla un po' d'amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa.

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.

Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c'è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene già com'è
e profumi e odori
sono un po' più veri
fino a che si vedrà
chi per primo abbassa il cuore.

Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell'amore
tanto ognuna sa comunque
quel che sa.

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.

Qualche giorno è sempre meglio
guardo avanti e non mi sbaglio
so precisamente cosa c'è per me..

E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò
ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò.

mercoledì 26 novembre 2008

Ti do un appuntamento in un luogo eccellente

Deliziosa, chiedevi

con sguardo assai ridente

e il tono di voce che già bacia

dove incontrarci domani: non un luogo

di ritrovi usuale: per noi amanti,

noi, esperti d'incontro,

uno complice e santo,

uno segreto.

Non bar, fra ceffi urbani,

o musei, fragoroso silenzio,

né chiese, peroranti

di false eternità:

un luogo vivo volevi,

vero e degno di eventi,

un luogo d'amore,

per umani.

Troviamoci, amica,

in una biblioteca.

Scegli quella che vuoi,

ma io ne ho una in mente:

ti do appuntamento in un luogo eccellente.

Ci si può camminare:

il pavimento non scricchiola,

il direttore è un amico,

piccoli dritti viali

fitte siepi d'avviso:

dorsi, titoli, tracce,

galanti imbonitori di universi discreti,

miriadi di pensieri che salutano al passo

muti, mutui, cordiali.

Poi, ci si può danzare:

lì spazio e tempo

sono rotondi come altrove mai:

concorrono correnti imprese musicali,

si aggiungono in rigore ritmi estremi,

alto e fondo fervore del fiato e della voce,

e c'è materia, e modo,

c'è semenza e c'è fiore:

lì, bello, il cumulo delle disperazioni,

maelstromando con l'estasi,

si stempera in un medium di allegria,

e spesso, davvero, amica mia,

allungando la mano,

bagnandosi le dita,

unica acqua santa,

di saliva,

puoi toccare con gli occhi, puoi vedere,

scorgere nettamente (come quando,

nel bosco, lo scoiattolo)

certi argomenti di felicità:

i bit per cui il gioco

vale ogni candela.

Troviamoci lì: non c'è luogo

migliore per scommettere l'unione,

o, più semplicemente, il desiderio.

Se vorrai, se potremo,

ci faremo l'amore.

E dopo, o altrimenti, che meglio

di riunirsi, in due, nella lettura?

Un libro, uno dei nuovi,

o dei già letti: da me, da te, da noi.

Sai leggere com'è: fastoso amore

fra l'occhio e la parola

fra la parola e la mente

fra la mente e il ricordo

fra il ricordo e l'immagine

fra l'immagine e, semplicemente,

essere, sé, la dolce compagnia

dell'infanzia splendente e generosa.

In due così, parola per parola,

sperduti nel fervido sahara

e pullulanti cattedrali d'acqua,

fra pesci, agnelli, fra pani

di un sapore instancabile: tenendo,

o non tenendo, questo lo vedremo,

le nostre mani abbracciate.

Leggeremo

ugualmente:

ad ogni riga

uniti nello sguardo d'orizzonte.

Non è un buon posto, mia cara?

È pulito, è discreto:

si spreca poca voce

nella ricchezza immensa di parole.

Dunque, ti aspetto in biblioteca:

ti giuro,

finché non ti vedrò,

non sfoglierò una pagina,

né guarderò un titolo.

Contro la tentazione,

chiuderò gli occhi, paziente,

nell'odore di miele e palissandro:

tu, quando arrivi, come sempre fai,

sfiorami con le dita, quietamente,

il collo e il dorso.

Roberto Piumini

(da: La Biblioteca desiderata, 1995)

giovedì 20 novembre 2008

Andrea

Andrea è il mio papà.

Andrea è il mio primo bacio.

Andrea è la prima bruciante alienante distruttiva delusione che mi ha annientata.

Andrea è stato un gioco, che allo stesso tempo si è preso gioco di me. Che a volte dimentico di aver vissuto.

Andrea è la mia presa di coscienza, il mio aprire gli occhi, è scoprire cosa mi piace e cosa no, scoprire che esisto, the best platform from which to jump beyond myself

Andrea ha il sapore amaro dell’amore scansato, voluto, tormentato e poi negato. Come un bicchiere di cognac che tieni in bocca finchè non lo sopporti più, ti scende nello stomaco a scaldarti per poi dissolversi.

Andrea è una sorpresa, una mano elegante, un pensiero gentile, un abbraccio forte, un gran punto interrogativo.

mercoledì 24 settembre 2008

Mio fratello, 27.09.1982


Mio fratello mi manca. mi manca tanto davvero. viviamo a un chilometro, e mi manca.

qualche sera fa è passato a trovarmi e mi ha fatto contenta. non avrei mai pensato che sarei stata contenta di vederlo. o forse sì, e mento smodatamente.

mi ha chiesto "allora sabato sei dei nostri?" intendendo sottintendere "sabato è il mio compleanno sorellina cara, ceniamo insieme?".

gli ho dovuto rispondere "no patatino (non dite che vi ho detto che l'ho chiamato patatino), ho il matrimonio sabato" e lui " e venerdì?" "ho la cena pensionamento venerdì" e lui "ma vaffanculo". eh sì, c'era da aspettarselo.

poi è andato via e mi è venuta nostalgia.

cioè mio fratello è un essere strano..

fino a che ho potuto dirgli con estremo sadismo e cattiveria che non era mio fratello, che l'avevano adottato, che nessuno gli voleva bene; fino a quando ho potuto trattenerlo dal cappuccio della giacca a vento prima che lasciasse casa a soli 6 anni, dicendo "di' a mamma e papà che gli voglio bene"; fino a quando tentavo di insegnargli "gemmea l'aria e il sole così chiaro.."mettendogliela in musica, eh beh, sono stata la sorella maggiore.

sono stata più forte, potevo prendermi cura di lui, potevo abbandonarlo, potevo minacciarlo.

poi accidenti è cresciuto, cresciuto più di me, e allora abbiamo iniziato a guardarci in cagnesco, ringhiarci contro, suonarcele dal mattino alla sera, per ogni cosa, per la luce accesa,per la televisione, per il prosciutto in frigo, per la felpa che non era di nessuno dei due,per chi prende la macchina, per chi ha distrutto la macchina..

ecco, quando è arrivato quel momento, mio malgrado ho dovuto ammettere che avevo io la peggio durante i nostri confronti, e che forse era il caso di battere in ritirata.

fortunatamente le rispettive tempeste ormonali si sono acquietate, io mi sono rasserenata, lui un po' meno a dire il vero, e un bel mattino mi sono sorpresa perchè nella stanza accanto alla mia ci abitava un uomo.

e a lieto fine, ci siamo ritrovati, fratello e sorella e non più nemici per la pelle.

è iniziata allora una nuova era, fatta di reciproche coperture davanti a mamma e papà, arrivando a negare l'evidenza, discussioni semiserie, qualche lacrimuccia, più che altro mie, e infiniti viaggi in macchina.

E adesso che io mi son fatta donnina di casa, che vivo per conto mio, mi manca un botto.

Cioè mi manca quel suo abbandonarsi disordinato sul divano, mi manca il suo saluto ruttesco, mi manca vederlo uscire dal bagno praticamente nudo davanti agli ospiti, mi mancano gli occhi a palla davanti all’x-box, mi manca il doverlo accompagnare in pronto soccorso alle 3 del mattino, mi manca doverlo accompagnare alla visita di leva alle 5 del mattino (e che cavolo ma ti devo sempre accompagnare io??), mi manca vederlo dormire con gli occhi aperti e la mano sul cuore simil-infarto, mi mancano anche i cazziatoni a gratis, mi manca che mi faccia piangere perché mi legge come un libro aperto, mi manca sentirmi dire “nessuno può far piangere quel grand’uomo di mia sorella” “al mattino non sei mai stata uno spettacolo, ma adesso esageri” “bello il paraurti in peluche, un po’ kitch, ma originale” “sei la mia sorella preferita” “ti amo non perché sei il mio super eroe preferito, ma semplicemente perché sei tu”

[..pausa lacrima..].

Eh sì che lo so che non vive in Australia, ma ho iniziato a scoprire mio fratello solo da qualche anno e mi sembrava ancora incompiuta quest’opera, e vederlo meno, non vederlo affatto a volte, nonostante sia a due passi, mi lascia un po’ destabilizzata..

E tra un po’ è il suo compleanno. Sabato, appunto. E al solito non so che regalargli. Ma lui è un tipo che si accontenta, forse per questo son sempre indecisa, si accontenta di tutto e mi mette in difficoltà, c’è differenza tra contento e accontentato.

E vorrei regalargli un po’ di tranquillità, tranquillo non mi sembra affatto anche se ci prova a far tutto facile.

Comunque, ne compie 26, io gli voglio bene e mi manca un sacco, l’ho già detto?

“Mio fratello, è tutto un paradosso..”

Buon compleanno Tato, o, a dirla con parole tue, Happy Buuuurp!day to you.

p.s. ti amo anche io fratellone, perché non solo sei il mio super eroe preferito, ma oltretutto sei anche mio fratello.

domenica 21 settembre 2008

Vita da Single.. esperienze

Se non hai una cucina a metano, la bombola di gas si esaurirà cinque minuti prima che tu riesca a finire di cuocere il tuo pranzo.. e senza preavviso. Fortunatamente le zucchine croccanti non sono poi così male.


Se hai due ore di tempo prima dell’appuntamento e credi per questo di potertela prendere comoda, sicuramente romperai a terra un’intera bottiglia d’olio, ti telefonerà quella cugina che non chiama mai con mesi da arretrati da raccontarti, oppure, semplicemente, dovrai dare la caccia a tre grilli che hanno preso possesso di casa tua. inutile dire che arriverai all’appuntamento in ritardo, incazzata, con lo smalto su una mano sola,e i capelli da asciugare (cervicale ringrazia)


Ti accorgerai troppo tardi che domenica a pranzo hai dimenticato di servire alle tue amiche quei formaggi grandiosi che vanno conservati a temperatura ambiente.. Te ne accorgerai martedì. Quando i pan di stelle saranno ormai territorio dei fermenti lattici vivi.



Per quanto tu possa essere oculata, fredda e calcolatrice, comprerai sempre una pesca, o un pomodoro, o una zucchina di troppo. Sempre. Fai la differenziata. A questo punto indifferentemente possono finire nell'umido oppure direttamente in compostiera.



La birra nel freezer NON la si può lasciare tutta la notte.



Quando la menta inizia a fare le radici nel bicchiere sul davanzale, è giunto il momento di decidere se usarla per una frittata, oppure di comprare un vaso più comodo dove possa crescere e rinvigorirsi.



Non pensare di lavare i vetri tra sabato e domenica. Tanto pioverà. Ah, e non pensare nemmeno di andare al mare.


Smontare i tubi della stufa, è un lavoro da uomini. Devi ammetterlo. e soprattutto, un lavoro da uomini che non soffrano di vertigini. e dire alla tua mamma e alla tua amica accorse in tuo aiuto "io una volta ho vomitato!", facendole ridere, mentre siete tutte e tre in bilico a un metro e mezza da terra, no, non aiuta affatto.

giovedì 18 settembre 2008

succhiotti e succhiotti



eheheh.. in pausa pranzo mi piace girovagare allegramente e senza meta sotto i portici di questa bellissima città, e a volte, sembra strano, mentre son lì che non penso a niente, mi viene bene di avere un'ispirazione..


ebbene, casalinghe disperate di tutto il mondo, unitevi con me nell'ammirazione per questa nuova meraviglia della tecnica, che sicuramente ci cambierà modo di cucinare, ma non solo, modo di vivere!

tadaaaan!!ecco a voi.. il succhiotto!!!
ebbene sì, anche io ho sempre pensato che il succhiotto fosse quel marchio di riconoscimento che a volte osiamo lasciare sui corpi indifesi dei nostri partners, come a voler significare al mondo femminile "questo pezzo d'uomo mi appartiene", e invece no, signore mie, il Succhiotto altro non è che questo affarino simpaticissimo di cui, a primo acchito, mi son detta "ma ke azz è sto coso?".
ebbene, ero ancora stolta e ignorante, ho dovuto soffermarmi un minuto in più a leggere le informazioni contenute nella confezione che - misericordiosamente - il negoziante ha voluto esporre in vetrina per liberarmi dall'oscurità che mi avvolgeva..
il Succhiotto altro non è che un fantastico accessorio da utilizzare in cucina, che vi permette, durante la cottura dei vostri piatti preferiti, di "pulire" la bocca da ogni fastidioso sapore condizionante, per poter assaggiare in maniera asettica e rigorosa il preparato, e poter affermare con assoluta sicurezza "sto sugo manca de sale".
ebbene sì. lo so, lo so, sono esperienze, bisogna viverle.
e quindi, prima di assaggiare i vostri manicaretti, non dimenticate di acquistare al modico prezzo di € 17.00 il grandioso succhiotto, toglierlo dal suo stick protettivo, e - letteralmente - succhiatelo per 30 secondi. la vostra lingua, il vostro alito, ve ne saranno grati. e anche il sugo insipido, naturalmente.

proporrei un nobel per l'invenzione più fantasiosa, e soprattutto, proporrei di non relegare l'allegro affarino al solo uso culinario, nooo, che spreco di energie e di sopraffina utilità.. portate il vostro succhiotto sempre con voi nelle vostre capacissime borsette; durante il vostro appuntamento galante, per esempio, non dimenticate di tirare fuori Succhiotto almeno 30 secondi prima di sedurre il vostro fortunato accompagnatore con un bacio appassionato.. non badate al sempre fortunato accompagnatore se storcerà il naso.. spiegategli anzi, che dopo, potrete gustare appieno, in maniera completa, senza coinvolgimenti emotivi, ma razionalmente, il sapore di tabacco da sigaretta appena smorzata e di quel po' di rucoletta che gli è rimasta tra i denti dopo la pizza.
il colpo di fulmine è assicurato.

venerdì 12 settembre 2008

Nubilato.. adieu

sono in fermento ormai da mesi, non ho più un attimo di tregua, e domani sera arriva il secondo addio al nubilato dell'anno..

chi lo vuole sconcio, chi discreto, chi divertente, chi rilassante, chi ballerino.. io invece mi sono chiesta spesso, ultimamente, cos'è che andiamo a festeggiare .. e quasi quasi sono arrivata a rispondermi..

fosse per me, beauty farm per un giorno solo, con le amiche più care, a farsi coccolare, a spettegolare.. perchè per me l'addio al nubilato è quello.. cioè..

difficilmente da sposata (e soprattutto con dei bambini cui badare) avrai la possibilità di passare una giornata proprio intera, per conto tuo, fuori di casa dal mattino alla sera, in compagnia delle tue amiche, non pensando alle faccende e abbandonando tutto.. mentre invece non è che da quando ti sposi non vai più a mangiare fuori o non vai più a berti una birra..

io penso questo

ciò che si vuole festeggiare, in fin dei conti, sono le abitudini da "signorina", quelle che ci hanno accompagnate per svariatissimi anni, le cose che ci possiamo "permettere" adesso, che possiamo pensare per noi stesse solamente, le cose a cui rinunciamo anche volentieri perchè entriamo in una dimensione di coppia vera e propria, di famiglia, e a cui rinunciamo volentieri anche perchè ormai hanno fatto il loro tempo, e dalla nostra condizione di donzelle nubili abbiamo preso tutto ciò che volevamo, e siamo state accontentate.

non vuol dire "da domani sono sposata e quindi questo è un taglio netto ai rapporti con le mie amiche"

è un "ragazze, ci sono sempre, non è che sparisco dalla circolazione, ma forse sarà più difficile, da domani, riuscire a trovarsi tutte noi insieme a fare le ragazzine, a commentare il sedere del barista, a bere un bicchiere di più, non impossibile, ma un po' più difficile, e allora stasera voglio godermi il momento con voi, assaporarlo fino in fondo, perchè sarà l'ultima volta che esco totalmente libera, libera di non sentire la responsabilità di una casa, un marito, dei figli che quasi mi sembra di aver abbandonato. stasera sono per l'ultima volta 100% egoista"


giovedì 4 settembre 2008

Incontro




E correndo mi incontrò lungo le scale: quasi nulla mi sembrò cambiato in lei.
La tristezza poi ci avvolse come miele, per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già, rosseggiava la città,
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda;
come un istante "déja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia.
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi.
Dieci anni da narrare l'uno all'altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi.
"Cosa fai ora, ti ricordi, eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto, è un anno, mi han detto che eri ancor via".
Poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia.
E le frasi quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi.
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste,
la mia America e la sua, diventate nella via la nostra città tanto triste.
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accese forse per noi lì,
ed infine in breve la sua situazione, uguale quasi a tanti nostri film:
come in un libro scritto male lui s'era ucciso per natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio.
Povera amica che narravi dieci anni in poche frasi, ed io i miei in un solo saluto.
E pensavo dondolato dal vagone: "Cara amica, il tempo prende e il tempo dà.
Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa.
Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno."

F.Guccini.


martedì 8 luglio 2008

Mambo N°5? mannoooo! Tumin N°7

http://video.libero.it/app/play/?id=7bdff796dda0699337da169b4c916b41

questo è solo un assaggio, un volervi lasciare un'idea di quanto ci stiamo accingendo a preparare quest'anno, al paesello..
Mr. Tumin Eletric sta scaldando le chitarre e i microfoni, i fusti di birra già gorgogliano e i piedi scalpitano per ballare due danze occitane.. noi ce la stiamo mettendo tutta, come sempre con l'acqua alla gola, come sempre più che motivati, come sempre uno staff che più che altro è una staffetta, viste le corse che ci tocca fare..
Siamo pieni di A.Cu.Me, o siamo pieni e basta, giudicatelo voi, ma non soffermatevi soltanto ai nostri sguardi distrutti della domenica notte.. vi terremo svegli per un intero week-end.. voi non ci deludete.
Carrie non organizza matrimoni.. Carrie organizza Music Festival..
e come diceva un tale, e come rispondevano due poveracce "perdo eeee.. ritrovo sempre un po' di rock!"
yeeeeeaaaahhh!!

domenica 6 luglio 2008

Melle come The City.. e io, la vostra Carrie Bradshaw

In ritardo sui tempi di almeno 2 settimane, eccomi ad aggiornarvi sulla piega che ha preso la mia vita da un po’ di tempo a questa parte.

Ebbene sì, a quasi 28 anni, un mercoledì sera come tanti ho deciso di prendere in mano la mia vita, alzarmi in piedi, battere i pugni sul tavolo e urlare “Mamma, papà.. ehm. Io ecco.. avrei deciso.. se non vi dispiace, ecco, sempre se voi siete d’accordo..uhmm.. allora.. vado a vivere da sola!!”

Sapete come sono i genitori, i miei non sono altrimenti.

E quindi mia mamma, mal celando le sue emozioni, con gran costernazione mi ha consegnato un Ordinet pieno zeppo di biancheria per la casa; mio padre invece prima mi ha fatto una scenata non tentando affatto di celare le sue di emozioni, poi dopo un’oretta, pacifico come sempre, mi ha domandato il perché di questa decisione.. dopo avergli spiegato con fermezza e convinzione che credo sia giunto il tempo di prendermi le mie responsabilità, dopo avergli spiegato che dover badare a se stessi e uscirne vivi è pur sempre un ottimo stimolo, ha accettato di buon grado questo mio ennesimo colpo di testa.. se non fosse che il giorno successivo al mio trasloco, dopo avermi allacciato la lavatrice, già mi domandava "ceni con noi??" ma papà... mi sono trasferita ieri!!! ;)

E così, fatto il mio fagottino, domenica 22 giugno ho preso il mio posto nel mondo e nel mio nuovo nido.. nido che – in collaborazione con LaCla inc. – avevo pensato di pulire a fondo da almeno una decina di giorni..

La prima notte qui tutta sola non è stata propriamente una passeggiata.. vuoi l’emozione, vuoi il cambio di letto, ho dormito poco ma male, svegliandomi di continuo e alzandomi alle 5 del mattino alla disperata ricerca di una coperta… infatti, presa dall’entusiasmo, avevo pensato che il solo lenzuolo e copriletto mi sarebbero bastati.. povera ingenua ;)

Ma dal giorno dopo, la nuova situazione mi è apparsa subito più rosea.. sveglia alle 6.30 tutte le mattine, il necessario per la colazione pronto sul tavolo, la caffettiera preparata dalla sera prima che borbotta sul fornello, fare il primo importantissimo pasto della giornata seduta a tavola, rilassata, contenta..

Partire da casa senza aver lasciato il letto da rifare, chiudere la porta e pensare “wow questa è casa mia”, andare al lavoro e pensare “sono proprio una donnina di casa!!!”

Insomma non lo so se si è capito ma la nuova vita mi calza a pennello..

La mia unica preoccupazione era quella di soffrire prima o poi di solitudine..

È vero che è passato davvero poco tempo ancora, ma casa mia non è diventato ancora un luogo di riflessione e introspezione..

A parte il mio fratello preferito che di tanto in tanto fa capolino per approfittare del mio pc.. ogni tanto Lillo di ritorno dalle sue serate bussa alla porta, si siede un minuto e mi fa compagnia.. e Claudia che mi chiama dal balcone e appena mi affaccio, applaude e mi dice “mi piace!!!” e se ne torna dentro lasciandomi sullo sbigottito..

E poi le cenette che sono riuscita ad organizzare finora.. il venerdì i primi ospiti, Raffaella e Daniele che hanno sperimentato per primi la mia cucina da single, sembra che ne siano usciti vivi e anche divertiti, quindi mi sono detta perché non riprovarci? E allora il sabato successivo, 16 persone tutti a cena da me per inaugurare la casetta.. al mattino la spesa, al pomeriggio mentre io cuocevo impastavo friggevo arrotolavo in cucina, un po’ tutti gli ospiti si sono avvicendati a casa mia, Lillo coraggiosamente cercava di assaggiare una delle mie polpettine, cruda e inzuppata d’olio da poter tranquillamente stendere un dinosauro; Davide dopo essere entrato, essersi accomodato, avermi raccontato di quante feste si sono svolte in questo appartamento, aver fatto un giro per casa indicandomi i punti in cui c’erano cadaveri delle suddette feste, dopo un’oretta, su suggerimento di Marco Lino, per gli amici Marco, mi ha chiesto “Scusa? Ma tu vivi qui????!” probabilmente non aveva considerato il frigorifero pieno e le mie doti culinarie all’opera.. avrà pensato che avevo messo su un servizio di catering!

[con permesso interrompo un attimo che SuperRenato mi ha appena portato una trota e vo a comprare gli ingredienti per cucinarla al cartoccio… ]

Arieccomi, la trota è in forno ed io posso riprendere la narrazione..

Dunque, la festicciola di inaugurazione è andata bene, o almeno credo, mi rimarrà per sempre il dubbio di non aver cucinato a sufficienza perché non è avanzato nulla, ma gli amici sono rimasti fino alle 2 del mattino quindi credo che almeno la compagnia fosse buona..

La settimana che è appena trascorsa direi che è stata riposante.. oddio, riposante.. ho scoperto di essere una perfezionista e una casalinga disperata, sulla mia cucina non deve rimanere nulla in vista, i piatti si lavano al momento, si asciugano prima di riporli, guai se una goccia d’acqua dovesse rimanere sul lavello.. l’aspirapolvere è già stata ammortizzata, visto l’uso intensivo che ne faccio, bucato e stiratura in tempo record.. Claudia ieri alla vista dell’ennesima torta ha esclamato “Cia cucina a random!” … mi han detto che mi passerà.. lo spero eh, inizio a esser stanca.. ma mi dico anche che se faccio tutto subito, poi non devo trascorrere le mie ore libere a dare colpi di spugna e a raccogliere pattume o lasciare il ferro da stiro acceso per tre ore di seguito.. dai, direi che me la cavo bene tutto sommato.. forse potrei limitarmi un po’, del tipo non pensare di preparare un tiramisù alle 11 della sera, visto e considerato che l’uso della frusta a mano è decisamente pesante e richiede moltissime energie..

Ieri sera sono venuti a cena i miei e anche loro non li ho lasciati a digiuno, mia madre come se non bastassero le tendine della cucina e il copritavolo nuovo che mi ha appena regalato (dicendomi “quello che avevi su era proprio orribile..”), se ne è arrivata con un lenzuolo con gli angoli per il letto..avrei dovuto mordermi la lingua forse, quando le ho detto che uno dei completi per il letto non aveva il lenzuolo con gli angoli per il materasso.. ma non volevo significare che è stata una madre degenere, per questo!!

Insomma.. sono contenta.. per quanto stanca, anche contenta, riesco a gestire la mia vita come mi va, sono circondata da ottimi amici che mi sostengono sempre, non mi sento sola e non mi preoccupa arrivare a casa, e sentire solo il rumore che sono io stessa a provocare.. tanto so che sarà rimpiazzato dopo poco dalle voci chiassose degli amici che non usano i campanelli..

Insomma, una Carrie Bradshaw delle prealpi, oserei dire, tutta presa dal lavoro dall’appartamento, e dalle amiche.. a me, in questo momento, manca solo Mr Big ;-)

Ci sarà tempo per pensare anche a questo, son sicura.

lunedì 2 giugno 2008

uhmm

qualcuno mi sa spiegare.. la differenza tra comprensione e dabbenaggine?
dannazione..

domenica 1 giugno 2008

Sabato pian piano se ne va....

Dunque, facciamo il punto della situazione
Ore 00.58 di domenica 1 giugno 2008. E così, anche il sabato è andato così.. ma il buon vecchio Ligabue aveva sicuramente altro da raccontare che non quanto possa fare io. Un sabato sera trascorso a casa, tv, la cosa più interessante che sono riuscita a vedere è stata Room 401..mmm…
Causa maltempo il mio paesello è completamente isolato dalla rete Vodafone, ciò vuol dire niente messaggi,niente internet, niente di niente.
Gli amici più cari sono tutti in giro, la Cla a Roma a finire di festeggiare il suo compleanno, chi è tornato al paesello natio da giorni ormai, chi ancora è partito per un week-end in montagna e non si fa sentire.. come se questo dovesse in qualche modo stupirmi..
Mi chiedo invece perché io sono qui. Cos’è che mi ha impedito stasera di prendere, farmi carina, fare un giro fuori, magari andare a ballare e svagare un po’ .
Non capisco perché ho questa stupida capacità di chiudermi in me stessa, non mettere il becco fuori di casa per giorni, starmene rintanata come una marmotta durante il letargo. Perché mai sono così maledettamente vincolata agli altri, da sentirmi così, senza forze, senza stimoli, un’ameba.. una grossa ameba. E le mie ore trascorrono nell’impazienza, nella noia, nel mangiare in maniera sconsiderata fuori pasto, sembro non trovare pace, dormire non mi va più, è come se ogni ora di sonno ristoratore si trasformasse ad un certo punto in un buco nero che assorbe ogni mia energia, ogni piccola scintilla di vitalità.
Non son mai stata così. Non sono più in grado di essere libera e indipendente? Non è forse questo ciò che volevo?
Essere libera, sì, di fare le mie scelte, di gestire la mia vita. Ma non sono capace nemmeno di gestire un sabato sera senza compagnia.. faccio proprio ridere
Il problema, la sacrosanta verità, è che io non sono capace di stare da sola. È come se mi mancasse una gamba, un braccio.. cerco disperatamente compagnia e la cosa buffa è che non sempre la compagnia è la migliore che si possa avere. Sono così fragile in questo periodo che mi attacco con disperazione a chiunque si affacci nella mia vita. Poi finisco sempre con il culo per terra.. faccio la dura e sono diffidente, poi basta lasciare uno spiraglio aperto ed è la fine.. le persone entrano, anzi direi che inspiegabilmente si lanciano fiondati nella mia vita, mi sconvolgono, mi fanno abbassare le difese, poi quando sono bell’e coinvolta, passo indietro.. e io rimango attonita, ogni dannata volta.. e mi chiedo perché, e dove ho sbagliato, e mi domando perché non capisco, faccio mente locale, analizzo, possibile che sia stato tutto frutto della mia immaginazione?
Eppure no, ci sono cose dette, cose scritte, ci sono fatti, è tutto vero, allora sarà che non sono più capace di interpretare gli avvenimenti..
Non posso però dare la colpa ad altri di questo sfacelo. Mi rendo conto che ognuno gioca le sue carte, secondo le proprie possibilità.
Mi sono giocata le mie con scarsa perizia. Tutto qui.
E allora basta, stop, non c’è null’altro da fare. Se non raccomandarsi di fare più attenzione la prossima volta, studiare meglio le facce e le espressioni dell’avversario, capirne il bluff, il rischio..
E adesso basta anche con il vittimismo, non sono una martire nemmeno io, ciò che ho avuto l’ho cercato tutto sommato, non posso avere biasimo per nessuno se non per me stessa.
Chissà che cerco, chissà che voglio.. provo a fare una panoramica..
Gaber diceva.. quando sarò capace di amare..
Quando saro' capace di amare
vorro' una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana
neanche col pensiero
ecco riassunto brevemente ciò che vorrei..
e ora invece ho il contrario.. persone che non ci sono, che a volte sono così presenti da avere voglia di scappare e chiudermi dietro ogni porta.. sono persone che un momento sono lì e un attimo dopo sono fantasmi, il mio pensiero non li sfiora nemmeno, sono lontani fisicamente e ciò che è peggio lo sono anche idealmente.. ma che tristezza..
ergo.. non sono capace d’amare. Non lo sono più.
Non mi innamoro, mi faccio coinvolgere dai sentimenti altrui, che sono come i miei, mutevoli, variabili, condizionati.
E c’è sempre qualcosa che si mette tra me e ciò che ho pensato di raggiungere.. i genitori, la distanza, l’insicurezza, la testa altrove persa in altri pensieri.. e sto abbandonando mano a mano l’idea di essere completamente presa da un sentimento pieno.. mi accontento di briciole che ogni tanto qualcuno lascia cadere dalle sue tasche..e fingo che questo mi basti.. ma con me dovrei essere sincera.. e dire no, Lu, non basta affatto.. il tempo è troppo poco per poter fingere che tutto va bene così com’è..

domenica 25 maggio 2008

Se solo mi amassi di più..

For hearing all my doubts so selectively and
For continuing my numbing love endlessly.
For helping you and myself: not even considering
For beating myself up and overfunctioning.

To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

For letting you decide if I indeed was desirable
For myself love being so embarassingly conditional.
And for denying myself to somehow make us compatible
and for trying to fit a rectangle into a ball.

And
To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else.
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.

For blaming myself for your unhappiness
and for my impatience when I was perfect where I was.
Ignoring all the signs that I was not ready,
and expecting myself to be where you wanted me to be.

To whom do I owe the first apology?
No one's been crueler than I've been to me.

And
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else.
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.

Well, I wonder which crime is the biggest ?
Forgetting you or forgetting myself...
Had I heeded the wisdom of the latter,
I would've naturally loved the former.

For ignoring you: my highest voices.
For smiling when my strife was all too obvious.
For being so disassociated from my body,
and for not letting go when it would've been the kindest thing.

To whom do I owe the biggest apology?
No one's been crueler than I've been to me.

And
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else.
I'm sorry to myself.
My apologies begin here before everybody else
I'm sorry to myself.
For treating me worse than I would anybody else

domenica 18 maggio 2008

Kant e me.

Notte di gennaio. Il cielo è buio, l’ora è tarda. Miriadi di stelle ci guardano dall’alto, le galassie sono un occhio critico che osservano noi, due amici con la chitarra, una coperta, un paio di birre. Bella idea, questa di uscire, in balia del freddo che ti attanaglia le gambe. Naturalmente sono io che ti ho convinto.

Perché?

Perché voglio vedere il cielo; stanotte, dopo mesi di grigiore, sembra una fotografia, nitida, pulita.

Siamo qui, in silenzio, di fronte a questo quadro infinito. E poi tu, te ne esci con questa frase.. “Il cielo stellato sopra di me, dentro di me la legge morale”. ‘Carina’, dico, ‘dove l’hai letta?’

Tu mi rispondi che non l’hai letta da nessuna parte, che è un pensiero che hai espresso adesso, di getto, ti è nato dentro in questo momento.

‘Di fronte a questo spettacolo impressionante’ aggiungi.

Sei un maledetto filosofo, E., te l’ho sempre detto.

Tu ridi, mi guardi, e mi chiedi scusa.

‘ma piantala. Dimmi piuttosto cosa c’è dietro a questa rase così ermetica’

Tu ci rifletti ancora un po’, ti sdrai a terra e cominci a descrivermi cose che ho sempre avuto sotto agli occhi, che non ho mai avuto il tempo, o la lucidità, per notare.

Mi fai osservare le stelle, la loro vicinanza e, come un’incoerenza, la loro indeterminabile lontananza.

Stasera siamo fortunati, si vede la Via Lattea, una macchia azzurrognola rovesciata sul nero dello sfondo notturno. Tu cogli l’occasione e mi parli della perfezione dell’universo, di cui ora – noi – siamo la più insignificante delle parti.

I movimenti impercettibili dei pianeti, dei satelliti, l’immobilità delle stelle, il loro silenzio.

Tutto è stato costruito in un bellissimo ordine, è tutto perfetto, morbido, quasi musicale.

È tutto meraviglioso, hai ragione tu, ma non riesco a cogliere che tipo di legame esiste tra l’universo e..come l’hai chiamata? La legge morale?

Tu, paziente, cominci a dirmi che in ogni uomo c’è un microcosmo perfetto e ordinato, governato appunto dalla legge morale.

La nostra vita, dici, è protesa verso il bene, abbiamo dentro una molla, che ci spinge a fare sempre la cosa giusta.

Dentro di noi esiste un ordine immutabile, rivolto verso il bene nostro e della collettività.

‘probabilmente però, se lo facciamo, è perché abbiamo da una parte il timore, dall’altro la certezza, che dovremo rendere conto a qualcuno di ciò che facciamo, a Dio, per esempio”

Tu ribatti dicendo che non è per tutti così. Non tutti hanno un Dio a cui credere.

Delle nostre azioni, dobbiamo render conto prima di tutto a noi stessi . se facciamo qualcosa di male, soffriamo i sensi di colpa, non dormiamo la notte, nutriamo rancore nei nostri stessi confronti…

Secondo te c’è un qualcosa dentro di noi, dentro la nostra mente, che ci guida sempre nella giusta direzione. Proprio come nella nostra galassia, una forza inspiegabile e meravigliosa spinge i pianeti a ruotare intorno al loro sole.

Certo, quello che mi dici sembra non fare una grinza. Ma l’universo non è poi così perfetto e ordinato; né tantomeno lo è l’uomo.

Pensaci bene, prendiamo come esempio le stelle. Le stelle che, ad un certo punto della loro vita, degenerano e si consumano, fino a sfociare in un buco nero.

Un uomo può perdere la sua integrità. Può essere per un minuto, per un anno o per tutta la sua vita a venire, ma l’uomo non segue più la legge morale. E allora ruba, uccide, inganna il prossimo.

Vuoi un altro esempio.. e va bene.

Pensa a quante contraddizioni ci sono nel cielo. L’apparente vicinanza dei mondi, fuoco e ghiaccio che convivono nello stesso astro..

Le stesse contraddizioni esistono nell’uomo

Nell’animo umano coesistono due forze, il Bene, il Male; non sono mai esattamente scisse, a volta non si può capire a quale parte appartengono i nostri pensieri.

Un po’ di male nel bene, un po’ di bene nel male

Chi l’ha detto? Senza dubbio un altro come te.

Senza contare che a volte una forza prende sopravvento sull’altra.

È perfezione questa?

No, certo che no. Forse però, nell’Universo, una stella che muore, o una meteora che cade, non influenzano in modo percettibile la globalità.

Ma se nell’uomo si sgretola la morale, la coscienza del bene, avviene un cambiamento sensibile, non solo in esso, ma nella realtà che lo circonda.

L’uomo è ancora lontano dall’ordine interiore. Dalla sua perfezione. L’Universo, forse, un po’ meno.

Grazie E. un’altra notte non è trascorsa invano.

sabato 10 maggio 2008

Viva la mamma

Ebbene, eccoci giunti anche quest'anno alla Festa della Mamma, io come al solito non le ho comprato i fiori.. magari le preparerò i muffin..
ma vorrei parlarvi della mia.
Che dire di mamma Silvana..
Ebbene, se avete una mamma come la mia, sapete di che parlo..
cucina le lasagne appena avete deciso di mettervi seriamente a dieta;
ha provato i Fiori di Bach e voi avete il dubbio ancora oggi che esagerino con il componente alcolico;
ha fatto il corso di inglese e avete dovuto aiutarla a fare i compiti;
vi ha regalato il vostro primo vero orsetto di pelouche quando siete stati operati di tonsille;
si è buttata sul decoupage e quando meno ve l'aspettate la ritrovate in salotto con occhiali sulla punta del naso che sforna tegole decorate, quadretti a fiori, tra un poco metterà in lavorazione due vassoi per le nonne..
;

compra un paio di scarpe a settimana... e tutte vagamente bruttine..
ha l'armadio che straripa moooolto più del vostro, parte del vestiario stoccato nella casa al mare, eppure ogni tanto se ne arriva con una magliettina nuova..cariiinaaa...
vi ha proposto di leggere un libro di pseudo-psicologia per risolvere i vostri problemi esistenziali e con i vostri genitori...
un giorno vi ha detto "Se lasci il tuo fidanzato non vorrò vedere il prossimo fino al giorno del matrimonio"..e poi si è smentita, accogliendo a braccia aperte il nuovo venuto (forse pure troppo..);
ha preteso di sculacciarvi quando eravate già 20 cm più alti di lei;
è piccola e fragile e sembra vostra sorella..
dopo 20 anni di tinte e tagli piuttosto discutibili, ha deciso che i suoi ricci capelli nero corvino stavano benissimo con una striscia di bianco, e li ha fatti crescere..
naturalmente a voi tocca stirarglieli, impiegando tempo, unguenti e una bolletta astronomica per il phon, senza contare di un paio di spazzole rotte..
ha imparato a scrivere gli sms in tempo zero, e non disdegna il T9;
nonostante l'estate sia così breve, compra mille fiori per adornare la piccola aiuola davanti alla casa;
se avete dolori al fegato.. esclama acidamente ".. LA FRUTTA SECCA!";
dovete sgridarla se fa la pettegola;
non le dispiacerebbe poi così tanto se decideste casomai di andare a stare per conto vostro (seee.. lo dici adesso);
a fine estate la trovate tutti i pomeriggi alle prese con la stufa a legna nel suo laboratorio, in piedi su uno sgabello a rimestare - con un cucchiaione di legno cm. 90 - in un pentolone da cui per magia escono bottiglie di passata di pomodoro, conserve, marmellate, che poi trovate per tutta casa a "fare la febbre";
...
vi ama sempre, incondizionatamente, nonostante siate a volte pessimi figli, scortesi, maleducati, noncuranti, non collaborativi, disobbedienti, bugiardi.. non è che non lo sa.. è che chiude un occhio
Grazie ma'..