Notte di gennaio. Il cielo è buio, l’ora è tarda. Miriadi di stelle ci guardano dall’alto, le galassie sono un occhio critico che osservano noi, due amici con la chitarra, una coperta, un paio di birre. Bella idea, questa di uscire, in balia del freddo che ti attanaglia le gambe. Naturalmente sono io che ti ho convinto.
Perché?
Perché voglio vedere il cielo; stanotte, dopo mesi di grigiore, sembra una fotografia, nitida, pulita.
Siamo qui, in silenzio, di fronte a questo quadro infinito. E poi tu, te ne esci con questa frase.. “Il cielo stellato sopra di me, dentro di me la legge morale”. ‘Carina’, dico, ‘dove l’hai letta?’
Tu mi rispondi che non l’hai letta da nessuna parte, che è un pensiero che hai espresso adesso, di getto, ti è nato dentro in questo momento.
‘Di fronte a questo spettacolo impressionante’ aggiungi.
Sei un maledetto filosofo, E., te l’ho sempre detto.
Tu ridi, mi guardi, e mi chiedi scusa.
‘ma piantala. Dimmi piuttosto cosa c’è dietro a questa rase così ermetica’
Tu ci rifletti ancora un po’, ti sdrai a terra e cominci a descrivermi cose che ho sempre avuto sotto agli occhi, che non ho mai avuto il tempo, o la lucidità, per notare.
Mi fai osservare le stelle, la loro vicinanza e, come un’incoerenza, la loro indeterminabile lontananza.
Stasera siamo fortunati, si vede la Via Lattea, una macchia azzurrognola rovesciata sul nero dello sfondo notturno. Tu cogli l’occasione e mi parli della perfezione dell’universo, di cui ora – noi – siamo la più insignificante delle parti.
I movimenti impercettibili dei pianeti, dei satelliti, l’immobilità delle stelle, il loro silenzio.
Tutto è stato costruito in un bellissimo ordine, è tutto perfetto, morbido, quasi musicale.
È tutto meraviglioso, hai ragione tu, ma non riesco a cogliere che tipo di legame esiste tra l’universo e..come l’hai chiamata? La legge morale?
Tu, paziente, cominci a dirmi che in ogni uomo c’è un microcosmo perfetto e ordinato, governato appunto dalla legge morale.
La nostra vita, dici, è protesa verso il bene, abbiamo dentro una molla, che ci spinge a fare sempre la cosa giusta.
Dentro di noi esiste un ordine immutabile, rivolto verso il bene nostro e della collettività.
‘probabilmente però, se lo facciamo, è perché abbiamo da una parte il timore, dall’altro la certezza, che dovremo rendere conto a qualcuno di ciò che facciamo, a Dio, per esempio”
Tu ribatti dicendo che non è per tutti così. Non tutti hanno un Dio a cui credere.
Delle nostre azioni, dobbiamo render conto prima di tutto a noi stessi . se facciamo qualcosa di male, soffriamo i sensi di colpa, non dormiamo la notte, nutriamo rancore nei nostri stessi confronti…
Secondo te c’è un qualcosa dentro di noi, dentro la nostra mente, che ci guida sempre nella giusta direzione. Proprio come nella nostra galassia, una forza inspiegabile e meravigliosa spinge i pianeti a ruotare intorno al loro sole.
Certo, quello che mi dici sembra non fare una grinza. Ma l’universo non è poi così perfetto e ordinato; né tantomeno lo è l’uomo.
Pensaci bene, prendiamo come esempio le stelle. Le stelle che, ad un certo punto della loro vita, degenerano e si consumano, fino a sfociare in un buco nero.
Un uomo può perdere la sua integrità. Può essere per un minuto, per un anno o per tutta la sua vita a venire, ma l’uomo non segue più la legge morale. E allora ruba, uccide, inganna il prossimo.
Vuoi un altro esempio.. e va bene.
Pensa a quante contraddizioni ci sono nel cielo. L’apparente vicinanza dei mondi, fuoco e ghiaccio che convivono nello stesso astro..
Le stesse contraddizioni esistono nell’uomo
Nell’animo umano coesistono due forze, il Bene, il Male; non sono mai esattamente scisse, a volta non si può capire a quale parte appartengono i nostri pensieri.
Un po’ di male nel bene, un po’ di bene nel male
Chi l’ha detto? Senza dubbio un altro come te.
Senza contare che a volte una forza prende sopravvento sull’altra.
È perfezione questa?
No, certo che no. Forse però, nell’Universo, una stella che muore, o una meteora che cade, non influenzano in modo percettibile la globalità.
Ma se nell’uomo si sgretola la morale, la coscienza del bene, avviene un cambiamento sensibile, non solo in esso, ma nella realtà che lo circonda.
L’uomo è ancora lontano dall’ordine interiore. Dalla sua perfezione. L’Universo, forse, un po’ meno.
Grazie E. un’altra notte non è trascorsa invano.